La lavorazione della lana nel Casentino è una tradizione che ha origini antichissime, e di cui esistono testimonianze sin da epoca etrusca e romana. Celebre in tutto il mondo è in particolare il cosiddetto panno casentino, un tessuto di lana tradizionale che si caratterizza per la sua tipica superficie a ricciolo, con il quale oggi vengono confezionati cappotti, soprabiti e cappelli. Assai elegante ed originale è ad esempio il classico capotto doppiopetto con martingala, soprattutto nelle sue colorazioni originali rosso corallo o becco d’oca.



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In questa puntata andiamo insieme nel cuore del Casentino, a Stia, per scoprire le radici di questo meraviglioso tessuto. Visiteremo insieme il Museo dell’Arte della Lana e la fabbrica della Tessilnova, una delle attuali aziende produttrici di tale tessuto.

Il Museo dell’Arte della Lana

Ricavato all’interno dello storico lanificio di Stia, il Museo dell’Arte della Lana è uno splendido esempio di archeologia industriale. Il percorso espositivo è concepito per offrire un’esperienza multisensoriale, attraverso la quale è possibile letteralmente “toccare con mano”, scoprire come avviene la lavorazione della lana (dalla tosatura all’orditura) e ripercorrere le tappe storiche di questa antica arte.

Tessilnova

Adiacente al museo si trova la fabbrica di Tessilnova, ubicato proprio all’interno del celebre lanificio di Stia. In questa puntata abbiamo avuto l’opportunità di vistare l’azienda in compagnia del titolare, Claudio Grisolini, che ci ha illustrato interessanti curiosità sulla storia di questo tessuto.