Ai primi posti tra gli accessori più amati dagli uomini, ma anche dalle donne, troviamo sicuramente gli orologi da polso. Accessori spesso di straordinaria bellezza ed eleganza che, per quanto concepiti per segnare il trascorre del tempo, possono assumere un valore senza tempo. La cultura, la tecnica ma anche e soprattutto l’arte che vi è fiorita attorno, ha reso alcuni di questi accessori dei veri e propri oggetti di culto.

In questa puntata, grazie alla preziosa collaborazione di due appassionati come Matteo Punzina (de Losbuffo.com) ed Emanuele Bontempo (orologeria “Il Custode del Tempo” di Terni), cercheremo di introdurvi in questo affascinante universo. Percorreremo brevemente le storia degli orologi da polso, ma soprattutto impareremo a distinguerne le varie tipologie, i vari meccanismi di movimento e citeremo alcune delle marche più note e importanti.

 

Cenni storici

La storia dell’orologeria nasce in Svizzera, dove si concentrarono i più grandi creatori e geni degli orologi. Forse non tutti sanno che l’orologio da polso, comparso per la prima nell’800, inizialmente era un accessorio esclusivamente femminile. Il primo orologio da polso venne creato da una delle più grandi menti dell’orologeria mai esistita, Abram Luis Breguet per la regina Carolina nel 1812 ed in seguito per Napoleone. A quel tempo infatti gli uomini indossavano il più ingombrante – ma non meno affascinante – orologio da taschino.

La diffusione degli orologi da polso tra gli uomini ebbe origine da una necessità di natura bellica. Durante la Prima Guerra Mondiale, gli ufficiali militari si resero conto che poter leggere l’ora sul polso era decisamente più pratico e rapido che estrarre l’orologio dalla tasca. Per i soldati al fronte, poter conoscere rapidamente l’ora era di vitale importante per sincronizzare gli attacchi tra artiglieria e fanteria. Fu così che i capi di stato maggiore decisero di fornire orologi da polso ai propri eserciti.

Al termine della guerra l’uso dell’orologio da polso si diffuse sempre di più. A contribuire al crescente successo degli orologi da polso furono anche i divi dell’epoca. Negli anni ’20 ad esempio, il celebre Rodolfo Valentino fu uno dei primi attori ad indossare l’orologio da polso. Altrettanto celebri furono gli orologi sfoggiati da Sean Connery nella sua iconica interpretazione dell’agente 007, senza dimenticare ovviamente altre figure carismatiche sia del mondo dello spettacolo (Steve McQueen, Paul Newman) che in quella della società e della politica internazionale (John Kennedy, Che Guevara).

Anatomia essenziale di un orologio da polso

Ma com’è fatto un orologio da polso? La struttura interna di un orologio da polso può essere molto complessa e molto differente tra una tipologia di funzionamento e l’altra. Per ora però ci limiteremo a descriverne solo le parti più macroscopiche ed essenziali. Un orologio da polso è costituito da:

  1. la CASSA: che è l’involucro vero e proprio (solitamente in metallo) dell’orologio. E’ una sorta di “esoscheletro” che costudisce e protegge i meccanismi interni. La cassa, a sua volta, è generalmente costituita da tre elementi: la lunetta (la parte superiore della cassa, che fissa il vetro), la carrure (la parte mediana della cassa) e il fondello (la parte inferiore, che giace direttamente sul polso che può essere in vetro quindi a vista o completamente in metallo.).
  2. il QUADRANTE: è quello che oggi chiameremo “display”. Si tratta cioè della superficie sulla quale sono innestate le lancette e sulla quale sono riportate le ore. Non tutti gli orologi hanno il quadrante, alcuni orologi detti “scheletrati” sono completamente a vista.
  3. la CORONA: da non confondersi con la lunetta o la ghiera, la corona è quel piccolo elemento cilindrico laterale che serve per ricaricare l’orologio e regolare l’ora.
  4. Il CINTURINO, che può essere di varie fogge e materiali (pelle, metallo, tessuto, materiali sintetici).
  5. ed infine abbiamo le eventuali cosiddette COMPLICAZIONI, termine con il quale in orologeria si indicano tutte quelle indicazioni e funzioni supplementari alla semplice visualizzazione dell’ora. Rientrano tra le complicazioni, ad esempio, i calendari che indicano la data, le fasi lunari, le funzioni di cronografo, ecc. Le cosiddette Complicazioni possono essere considerate vere e proprie opere d’arte perché richiedono una complessità di sviluppo, produzione e montaggio che molto spesso richiede svariati anni. E’ il caso di citare ad esempio uno degli orologi più complicati al mondo dal valore di oltre un milione di euro che è il Patek PhilippeGrandmaster Chime”. Questo orologio internamente è costituito da circa 1366 parti, due quadranti, 214 componenti soltanto per la cassa e 7 anni di sviluppo e produzione.

Il movimento

Ciò che contraddistingue primariamente un orologio è soprattutto il suo “movimento”, cioè il meccanismo che anima l’orologio. Gli orologi di lusso, a parte alcuni rari casi, sono esclusivamente meccanici. In base all’organo oscillatore e all’alimentazione, negli orologi da polso si distinguono però essenzialmente due grandi tipologie di movimenti:

  1. il movimento al quarzo: il cui organo regolatore è costituto da un cristallo di quarzo che, sottoposto a corrente elettrica, produce oscillazioni meccaniche. Si tratta di un meccanismo di elevata precisione, il cui funzionamento è subordinato ad un’alimentazione elettrica (la pila).
  2. Il movimento meccanico, nel quale l’elemento che fornisce la forza per animare l’orologio è una molla che trasmette l’energia attraverso il treno ruote all’organo regolatore chiamato bilancere. Questa molla può essere caricata manualmente (in questo caso parliamo di orologi “a carica manuale”) o mediante una massa oscillante che sfrutta i movimenti del polso (ed in questo caso parliamo di orologi “automatici”).

Alcune marche famose

Elencare in queste sede tutte le marche famose o che comunque hanno giocato e giocano un ruolo importante nella storia dell’orologeria è praticamente impossibile. Ci limiteremo ad una brevissima selezione (che mai magari amplieremo in future puntate) giusto per nominare alcuni dei marchi più noti.

Orologi di fascia bassa e media:

  • Seiko (Giappone, 1881): probabilmente tra i più popolari (ma non per questo meno affidabili) orologi di polso. Vendutissimi in tutto il mondo e caratterizzati da uno stile prevalentemente sportivo. Partono da circa € 80 fino ad oltre € 3.000.
  • Citizen (Giappone, 1924): da circa € 100 fino ad oltre € 1.500 (come nel caso dei Promaster)
  • Lorenz (Italia, 1934): partano da circa € 100 fino ad oltre € 1.000.
  • Tissot (Svizzera, 1853): partono da € 150 fino ad oltre € 3.000 euro.
  • Zenith (Svizzera, 1865): vanno da qualche centinaia di euro ad oltre € 10.000.
  • Longines (Svizzera, 1832): partono da circa € 500 per arrivare ad oltre € 10.000.

Orologi di lusso:

  • Rolex (Svizzera, 1905): vanno da circa un migliaio di euro, fino ad oltre € 20.000. Uno dei i più noti è il Rolex Submariner, il cui modello in acciaio si attesta attorno ai € 7.000.
  • Omega (Svizzera, 1848): partono da circa € 2.000 fino ad oltre € 30.000.
  • Panerai (Italia, 1860): partano da circa € 3.000 per arrivare ad oltre € 30.000.
  • Patek Philippe (Svizzera, 1851): vanno da qualche migliaio di euro a diverse centinaia di migliaia di euro, pensati che in alcuni casi possono superare addirittura il milione di euro. Tra i più celebri, non possiamo non citare il Patek Philippe Nautilus, un modello in acciaio dal valore approssimativa di circa € 30.000.
  • Breguet (Svizzera, 1775): vanno da poche migliaia di euro, fino ad oltre € 20.000 (superando in alcuni casi valori di oltre € 100.000).