Prosegue il nostro viaggio alla scoperta dei coltelli tradizionali d’Italia. Un ciclo di puntate realizzate con la collaborazione di Federico Carlini.

Arburese

Coltello sardo, con manico in corno di montone o di muflone completato da due fascette in metallo e caratterizzato da una lama particolarmente panciuta adatta a scuoiare gli animali. Come molti coltelli da lavoro integra una buona funzionalità ad un’estetica essenziale ma raffinata.

Balestra di Avigliano

Un coltello elegantissimo e prezioso costruito nel paese di Avigliano, in provincia di Potenza. Era in origine un prodotto destinato al duello o alla difesa che richiedeva molte ore di lavoro e l’utilizzo di materiali pregiati come l’argento. Il manico è costruito in corno e dotato di una molla per bloccare in apertura una lama particolarmente acuminata e conformata “a foglia di olivo”.

Bergamasco

Coltello senza molla, tipicamente con manico in legno, diffuso tra la popolazione contadina e pastorale delle valli bergamasche. Il manico in legno e le linee generali riprendono caratteristiche comuni a diversi modelli dell’arco alpino, che integrano linee sinuose, robustezza, ed un aspetto rustico seppur non rozzo.

Caccia Mugellano

Coltello da caccia tradizionale del Mugello, dalla lama piuttosto larga. Un tempo munito anche di estrattori per le cartucce. Un coltello elegante, robusto e funzionale, che rappresenta un’ottima sintesi tra forme arcaiche e linee più moderne e stilizzate.

Coltello Fiorentino

Coltello tipico di Scarperia, borgo noto proprio per la tradizionale produzione di coltelli. Pratico e leggero, con manico tipicamente in corno rifinito da una coppia di ghiere rotonde.  Presenta una lama con filo curvo la cui forma è spesso definita “a scimitarra”. Il centro di realizzazione del Fiorentino è per antonomasia il paese di Scarperia che dista da Firenze pochi chilometri.