Una delle domande che mi vengono rivolte più frequentemente è “che pipa mi consigli per cominciare?” Per quanto semplice e legittima, è una domanda a cui non è facile rispondere e che, soprattutto, non ha risposta univoca. Però in questa puntata ci voglio provare: vediamo quindi 6 consigli per non sbagliare nell’acquisto della nostra prima pipa.

La qualità, il materiale e la fattura di un pipa sono aspetti molto più importanti di quanto un neofita non creda. Qualcuno ha detto che la pipa sta al tabacco, come il bicchiere sta al vino. Secondo me non è così. La pipa è molto più importante e può drammaticamente influenzare, in un senso o nell’altro, la fumata, alterando e modificando le proprietà organolettiche del tabacco. Ecco perché scegliere la pipa non è così banale. Affrontiamo perciò il processo di scelta, punto per punto.

1. QUALE MATERIALE?

Le pipe possono essere realizzate in molti materiali (legno, schiuma di mare, pannocchia, terra cotta) ma quello in assoluto più diffuso, e a mio avviso più adatto per imparare, resta la radica. La radica non è un legno qualsiasi, bensì solo quello ottenuto dal cosiddetto “ciocco”, la parte cioè basale del colletto della Erica arborea. Una radica di buona qualità e ben stagionata purtroppo costa, ma come vi ho detto resta probabilmente il miglior mezzo per imparare a bruciare il tabacco. La schiuma di mare ha molte qualità, ma è molto costosa e soprattutto molto fragile. La pannocchia ha il vantaggio di costare pochissimo, ma si brucia facilmente soprattutto all’inizio. Evitate altri legni, decisamente meno adatti, come quelli di Pero, di Ciliegio o di Ulivo.

2. CON O SENZA FILTRO?

Io preferisco fumare senza filtro. Un pensiero (e un costo) in meno. Ciò nonostante, i filtri aiutano il neofita a contenere l’annoso problema dell’acqueriugiola (grazie alla loro capacità di assorbire l’umidità). Imparare a fumare senza filtro è forse più difficile all’inizio, ma alla lunga ci consente di imparare a fumare più correttamente. In ogni caso ricordatevi che le pipe con il filtro, tramite un piccolo adattatore, possono essere tranquillamente fumate anche senza.

3. QUALE FORMA?

Più la forma è semplice e più la pipa è facile da fumare e da curare. Per iniziare il mio consiglio ricade sempre sulla classica billiard (o in alternativa la canadian o la apple/prince). Pipa dritta, essenziale, ben proporzionata, ben bilanciata e facile da pulire. Personalmente amo moltissimo anche le curve, soprattutto quelle di Peterson, ma sono un po’ più problematiche nella manutenzione e formano un po’ più facilmente acquerugiola. Se vi piacciono, lasciatevele per dopo, quando avete già preso un po’ di dimestichezza.

4. GRANDE O PICCOLA?

Ne grande, ne’ troppo piccola. A mio parere la pipa “ideale” per iniziare pesa tra i 30 e 40 grammi, è lunga 140-150 mm, ha un fornello ampio tra i 18 e i 20 mm e profondo tra i 37 e i 40 mm.

5. CHE FINITURA?

La radica lucidata costa di più. Questo è un aspetto sul quale potete risparmiare senza inficiare la qualità della fumata, quindi potete orientarvi tranquillamente anche sulle sabbiate o sulle rusticate.

6. QUANTO SPENDERE?

Ultima, ma ben fatidica domanda. Molti, nel dubbio che la pipa possa non fare per loro, preferiscono spendere il meno possibile. Lecito ma, in tal caso, fate molta attenzione. Sappiate sin da subito che le pipe di qualità costano. Una buona pipa, con una bella radica, costa quasi sempre abbondantemente più di cento euro. Le marche più prestigiose, come Dunhill o Castello, partono da cifre superiori ai trecento euro. Uno sbaglio frequente dei neofiti è quello di comprarsi pipe ultraeconomiche. Evitatele come la peste. A mio parere le uniche pipe ultraeconomiche che hanno senso di esistere sono le pannocchie ma, data la loro facilità a bruciarsi, non sono particolarmente indicate ai neofiti. D’altro conto, se è sconsigliato spendere troppo poco, a mio parere è altrettanto sconsigliabile spendere troppo. Acquistare una Dunhill o una Castello per imparare non ha senso.

Quanto spendere allora? Per darvi un’idea, una pipa decente per imparare si può trovare, con un po’ di fortuna, anche a partire dai 70-80 euro. Il minimo sindacale per me è rappresentato dai cosiddetti kit Prima Pipa di Savinelli o Brebbia che possono costare anche un po’ meno. Non scendete sotto questa soglia.