L’eleganza è fatta anche di dettagli, di piccoli particolari, di sfumatura apparentemente impercepibili. Gli accessori, o i cosiddetti effetti personali, rientrano indubbiamente in questa categoria. Si tratta di oggetti che, in quanto personali, quasi per definizione conferiscono una nota caratteristica e – appunto – personale alla nostra mise. In questa puntata affrontiamo proprio questo interessante e vasto argomento e vediamo insieme quali sono i più classici e immancabili accessori del perfetto gentiluomo.

Gli effetti personali, sono oggetti che vengono abitualmente portati con se’ e che hanno prima di tutto una ragion d’essere di carattere pratico. Si tratta cioè di accessori utili, se non in alcuni casi indispensabili, come ad esempio il portafoglio, l’orologio, il coltellino da tasca, la penna, l’ombrello, ecc. Questi piccoli oggetti, all’apparenza secondari, rispecchiano molto più di quanto possiamo pensare la nostra personalità, e svelano tantissimo di noi stessi. Facciamo quindi un rapido excursus di quelli che sono i più classici accessori da uomo, partendo dagli indispensabili (quelli cioè senza i quali non possiamo uscire) per arrivare a quelli effettivamente di contorno.



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IL PORTAFOGLIO

Uscire di casa senza soldi, senza patente e senza documenti, è pericoloso oltreché potenzialmente illegale. Il gentiluomo dove ripone quindi monete, banconote e documenti? La scelta più ovvia è il classico portafoglio, rigorosamente in pelle (non certo in stoffa o in materiali sintetici), di forma sottile e rettangolare, adatto ad ospitare l’essenziale (patente, carte e qualche banconota). Ora vanno molto di moda i cosiddetti magic wallet o “portafoglio magico” che, per quanto effettivamente pratici e poco ingombranti, hanno davvero ben poco di classico. Alternativa chic, e forse anche un poco esibizionista, è il classico fermasoldi (magari in argento) abbinato ad un più piccolo portadocumenti.

Dove e come portarlo?

Non c’è cosa più brutta alla vista dei pantaloni che vedere la tasca posteriore zeppa e sformata da un grosso portafoglio. La scelta migliore, se si possiede la giacca, è sempre quella di portarla nell’apposita tasca interna.

L’OROLOGIO

L’uomo di oggi sempre più spesso rinuncia a questo straordinario e potenzialmente bellissimo accessorio, surrogando tale funzione all’onnipresente smartphone. Che peccato! Oltre all’innegabile funziona pratica, soprattutto per un uomo, l’orologio può essere considerato uno dei pochi “gioielli” effettivamente indossabili. Secondo Bernhard Roetzel, “chi vuole giudicare lo stile del proprio interlocutore, non dovrebbe dimenticare di gettare uno sguardo al suo orologio”. Che sia classico o sportivo, vintage o moderno, meccanico o elettronico, è innegabile che l’orologio sveli il nostro stile e almeno in parte anche la nostra personalità. Il vero gentiluomo saprà scegliere l’orologio anche in base all’occasione, giacché quello che indosserà durante un elegante cena di gala non sarò lo stesso che indosserà per una scampagnata nei boschi. Ma quello degli orologi è un argomento talmente vasto, talmente affascinante e complesso, che sicuramente approfondiremo insieme in successive puntate.

LA PENNA

Con la rivoluzione digitale e la diffusione degli smartphone, le penne sono accessori sempre più secondari. Anche per prendere degli appunti o scrivere per scrivere una breve nota ricorriamo sempre più spesso agli smartphone. Non che sia sbagliato, intendiamoci, anzi è pratico ed efficace. Eppure può sempre capitarci di dover firmare un documento o compilare un foglio e, in quei casi, avere una penna con sé può essere utile. Ma soprattutto, rinunciando alla penna, rinunciamo sia ad un accessorio di straordinaria eleganza (pur sempre che non si tratti della classica “Bic”) e, cosa che forse è ancor peggio, rinunciamo al dimenticato piacere della scrittura. Piacere che si sublima solo con l’utilizzo di una penna stilografica. Ah, che meraviglia quest’oggetto oggi quasi dimenticato. C’è veramente un mondo dietro: un mondo fatto di pennini, di inchiostri, di marche più o meno prestigiose, di calligrafie così uniche e così personali.

IL COLTELLINO TASCABILE

Evoluzione civile e quasi inoffensiva dell’arma bianca che i signori portavano sempre al proprio fianco, stiletto, spada o sciabola che fosse. Un tempo tali oggetti fungevano a difesa della nostra incolumità, ma rappresentavano anche un simbolo del proprio lignaggio. Oggi grazie al cielo non si può più circolare armati, ma tale limitazione è estesa anche ai più piccoli coltellini tascabili, che invece rappresentano spesso una piacevole passione per il gentiluomo. In realtà la legge italiana equipara anche questi piccoli coltellini ad armi improprie, che non possibile portare con sé, se non solo per giustificato motivo (caccia, attività sportiva, campeggio, ecc.), Va da sé, che in ambiente urbane, tale giustificato motivo sarebbe assai difficilmente sostenibile.

E’ bene inoltre ricordare che non esiste nessuna legge che definisce una lunghezza limite (spesso si sente parlare di lame di 4 dita di lunghezza) al di sotto della quale sarebbe possibile portare con se il coltellino. Non è vero. Ad oggi, senza giustificato motivo non si può avere con sé alcun tipo di lama, anche fosse di solo un centimetro.

In casa però, magari nel proprio studio, nulla osta al gentiluomo collezionare e magari esibire una preziosa collezione di coltellini vintage, di varie stile e varie epoche. Ma vi è anche un’utilità pratica nel collezionare tali accessori, rappresentata dall’ausilio che essi ci offrono per aprire pacchi o buste, o per tagliare spaghi o, ancora, per sbucciare un mela (in questo magari al termine di una piacevole scampagnata nei boschi o in montagna).

IL PORTACHIAVI

Tutti noi non usciamo di casa senza portarci dietro le chiavi e, nella malaugurata ipotesi di dimenticarle, sono dolori. Abbiamo tanti tipi di chiavi, quelle di casa, quelle della cassetta delle poste, magari quella del lucchetto della bicicletta o della macchina. Indipendentemente da quante chiavi abbiamo, più o meno tutti, le custodiamo in un portachiavi… e qui la fantasia si può davvero sbizzarrire. Ci sono infinite tipologie di portachiavi, da quelli che sponsorizzano qualche marchio, a quelli ultraeconomici in plastica, o quelli nerd con la Lego o con qualche pupazzetto divertente ma, va de se’, che il vero gentlemen opterà per un portachiavi classico, sobrio ed elegante. Bernhard Roetzel suggerisce le varianti ad astuccio, che permettono di custodire all’interno le chiave (e magari anche qualche moneta), senza che esse danneggino con la loro punta la fodera della tasche.

BORSA O BORSELLO?

Il borsello da uomo è terribilmente inelegante, quanto purtroppo terribilmente utile. Noi uomini di oggi, volenti o nolenti, siamo soliti trasportare tanti oggetti quanto e in alcuni casi più delle controparti femminili. Tra smartphone extra-large, tablet, portafogli, riviste e quant’altro l’uso di una borsa o di un borsello è diventato quasi indispensabile.

Il vero e proprio borsello, piccolo, sportivo e a tracolla e però quanto di più inelegante esista. Intendiamoci, a volte dobbiamo mettere da parte l’eleganza e dar priorità agli aspetti pratici ma, in fin dei conti, alternative dignitose esistono. L’alternativa indubbiamente più elegante è la classica borsa da uomo che, per alcuni è un vero proprio strumento di lavoro. Ne esistono di tantissime tipologie, forme e dimensioni che, anche per questo, dedicheremo una puntata a parte.

Per il momento limitiamoci a dire che borsa è meglio di borsello, e comunque in entrambi i casi, la scelta più classica ed elegante prevede materiali nobili (quindi pelle di qualità), colori sobri (marrone, nero, beige) e niente orpelli stravaganti.

Per ora si conclude questa prima nostra incursione nel campo degli accessori. Un campo che, come avete visto, è in realtà vastissimo e comprende al suo interno tante categorie che mi piacerebbe in futuro poter approfondire insieme a voi.

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