Apprezzati e ambiti in tutto il mondo, i sarti italiani sono un fiore all’occhiello del nostro artigianato. Quella della sartoria è infatti un’arte – più che un mestiere – le cui radici affondano nella Storia del nostro Paese. Uno scrittore britannico dell’800 ebbe a dire che, per ottenere il meglio da un abito, ci vuole un tessuto inglese ed un sarto italiano. Ma perché la sartoria italiana è così importante ed apprezzata a livello mondiale? In questa puntata faremo un rapido excursus sulla storia e sulla cultura di questa antica arte e scopriremo alcuni celebri nomi di fama internazionale.

 

Dal Nord al Sud del Paese, l’Italia è costellata di piccoli e grandi atelier artigianali, depositari di antiche tradizioni e portatori di un ruolo di primaria importanza nel Made in Italy. Tradizioni che affondano nel lontano passato, le cui radici si spingono fino ad almeno Rinascimento, periodo nel quale venne realizzato, ad opera di Giovan Battista Moroni, uno dei più famosi ritratti di sarto. Sempre allo stesso periodo anche la prima pubblicazione di un vero e proprio catalogo di modelli creati del sarto milanese Gian Giacomo Dal Conte… sarto che vantava, tra l’altro, un testimonial d’eccezione: l’imperatore Carlo V.

Nel corso dei secoli queste tradizioni si sono consolidate e tramandate di generazione in generazione. Il mastro sarto – o come lo chiamano gli anglosassoni, “master tailor” – era un vero e proprio maestro di vita con un ruolo di primaria importanza nella formazione dei giovani apprendisti. E’ così che oggi l’artigianato italiano è diventato un bene invidiato ed esportato all’estero, decretando il successo dello Stile Italiano. Personaggi importanti di varie nazionalità – capi di stato, reali, attori – hanno indossato e indossano abiti italiani. La sartoria italiana, con la sua qualità, competenza ed esclusività, si contrappone oggi alla moda di quei mega brand, che producono abiti e calzature con manodopera sottopagata (spesso minorile) in paesi del terzo mondo.

Ciò che ha reso celebre lo stile italiano nel mondo è soprattutto la sartoria partenopea. Da Napoli ha origine e si diffonde nel resto d’Italia uno stile unico, più leggero e disinvolto di quello inglese. Degna di menzione l’attività sartoriale di Rubinacci, le cui origini risalgono addirittura alla prima metà dell’800. Il vero successo arrivò quando Gennaro Rubinacci aprì la sua celebre “London House” nel centro di Napoli, che nel ‘900 divenne una delle mete preferite di personaggi famosi, tra i quali Eduardo De Filippo e Vittorio De Sica. Altro nome emblematico della sartoria partenopea è quello di Cesare Attolini. Una storia che inizia attorno agli anni ’30, quando il giovane e intraprendente Vincenzo Attolini si prefissò lo scopo di creare “abiti imperfetti per corpi imperfetti”. Uno stile leggero e meno ingessato che ottenne grande successo. Tra i suoi più clienti più si annoverano Totò, Marcello Mastroianni, Clark Gable, ma anche il re Vittorio Emanuele III e il Duca di Windsor. Ma le sartorie italiane famose sono moltissime e, ovviamente, non si limitano a quelle napoletane. Celebri ad esempio sono i casi di Augusto Caraceni a Milano o dei fratelli Liverano a Firenze, ma citarli tutti sarebbe ovviamente impossibile.

Oggi, pur rimanendo ancorata alle origini, la sartoria italiana si evolve per stare al passo con i tempi, e in un’epoca digitale in cui stanno fiorendo servizi sartoriali on-line, il nostro Paese resta sempre al primo posto. Tra queste realtà, già celebre è il caso di Lanieri, giovane start-up italiana fondata da Simone Maggi e Riccardo Schiavotto, e che nel giro di pochi anni è diventata punto di riferimento Nella prossima puntata parleremo proprio del recente fenomeno della sartoria on-line. Ci si può fidare? Che risultati possiamo attenderci? Lo scopriremo a partire dalla prossima puntata.