style="display:block"
data-ad-client="ca-pub-6296684734364296"
data-ad-slot="9601724767"
data-ad-format="auto">

Brebbia è un marchio storico che, al pari di Savinelli, ha fatto letteralmente la storia della pipa italiana. Tutto nacque dall’intraprendenza di Enea Buzzi (cugino di Achille Savinelli) che nel primo dopoguerra decise, forte dell’esperienza fatta a Milano, di dedicarsi alla produzione di pipe. La fabbrica nacque nell’omonimo comune di Brebbia, in provincia di Varese, attorno ad una vecchia centrale idroelettrica. Il caratteristico logo a losanga dell’azienda nacque però solo nel 1956, che all’epoca riportava anche la dicitura MPB (Manifatture Pipe Brebbia).

Attualmente il catalogo Brebbia vanta moltissime pipe (che potete scaricare qui), da quelle più semplici ed economiche a quelle più originali e raffinate. Tra queste, un modello in particolare ha attirato la mia attenzione. Sto parlando della Duo Filter, una pipa davvero insolita e dalla realizzazione estremamente complessa e difficile. Si tratta di uno shape che si rifà allo storico Chevalier (noto anche come Cavalier), che prevede una sorta di camera di raccolta della condensa (chiamata anche salivino) e un bocchino particolarmente lungo ed arcuato. Questa Duo Filter va però oltre e, come dice il nome, è dotata dell’alloggiamento per due filtri. Un primo filtro in balsa, alloggiato nel salivino, ha lo scopo di assorbire l’eccesso di umidità. Un secondo filtro, a carboni, è alloggiato nel cannello ed ha la funzione di trattenere le sostanze più nocive. In linea teorica questo sistema dovrebbe garantire fumate straordinariamente fresche ed asciutto. Testerò con calma questa pipa e non mancherò di ragguagliarvi sugli esiti delle sperimentazioni.